CurioSicily – 5 cose da sapere su… il fiume Simeto

I corsi d’acqua sono da sempre fonte di approvvigionamento e crescita per ogni civiltà. Ne abbiamo testimonianza in Egitto, con il fiume Nilo, e in Mesopotamia con i famosi Tigri ed Eufrate. Anche nella nostra Sicilia i fiumi hanno ricoperto un ruolo fondamentale. Tra questi, il fiume Simeto è certamente il più importante per l’ampiezza del suo bacino. Ma sappiamo davvero tutto su questo torrente che bagna buona parte della Sicilia orientale? Ecco alcune su caratteristiche raccontate nell’appuntamento di questa settimana con CurioSicily.

1 – Il nome del fiume Simeto deriverebbe da una città

Come detto, se corso d’acqua significa civiltà, allora civiltà significa anche miti e leggende. È in questo humus che nasce l’epopea di “Symethia”, un’antica città di origine greca situata nell’omonima valle del Simeto. Tale nome, che sembra trarre origine da quello di Symaithos, una località della Caria, in Asia minore, sarebbe poi divenuto proprio del fiume come Symaithos. Un’altra versione ci parla invece della ninfa Simetide, madre del personaggio mitologico di Aci (il quale avrebbe poi dato origine alla romantica leggenda di Aci e Galatea).

2 – Nel Simeto è presente l’ambra migliore del mondo

L’area percorsa dal fiume Simeto è ricca di elementi ricercati. Tra questi spicca certamente la famosa Simetite, da sempre considerata l’ambra più pregiata e delicata al mondo. Per decenni questa pietra è stata estratta dal greto del fiume siciliano, precisamente nel periodo caldo dell’anno compreso tra aprile ed ottobre, per la realizzazione di gioielli e monili. Pare, inoltre, che il famoso Principe di Biscari Ignazio Paternò Castello, avesse una ricca collezione di ambre osservata anche da Goethe durante il suo soggiorno in Sicilia.

3 – Quinziano sarebbe annegato nelle acque del Simeto

Una leggenda legata alla tradizione agatina  tira in ballo il fiume etneo. Secondo i racconti del luogo, il temibile console Quinziano, impaurito dalla possibile rivolta della cittadinanza catanese in virtù di legge romana della Lex Laetoria che invitava la popolazione a reagire in caso di abuso di potere all’indirizzo di giovani donne (Sant’Agata fu una di queste), decise di scappare frettolosamente da Catania per mettersi in salvo. In questa, il console sarebbe scivolato nel torrente del Simeto insieme al suo cavallo all’altezza della foce, morendovi annegato.

4 – Un pastore saltò sull’altra sponda del fiume

Questa frase, che sembra fare il verso alla famosissima pellicola di Miloš Forman, non è scritta a caso. Un’altra leggenda ci parla infatti di un anonimo pastore che, inseguito da un commando di militari, si sarebbe reso protagonista di un poderoso salto da una sponda del fiume Simeto all’altra, sfuggendo così alla cattura. Oggi, il punto dove sarebbe avvenuto l’evento, viene chiamato “sautu du picuraro” (il salto del pecoraio).

5 – Il Simeto è rappresentato nel simbolo di Catania

Non tutti sanno che in Piazza Duomo a Catania, sul basamento che da secoli regge il simbolo del Liotru, è raffigurato un chiaro riferimento al fiume Simeto. Sui fianchi, infatti, sono presenti due sculture che rappresentano rispettivamente il Simeto, appunto, e il leggendario fiume Amenano che bagna il sottosuolo della città etnea. In questa immagine, il nostro fiume è personificato in una figura barbuta, probabilmente un regnante, affiancato da una conchiglia che versa acqua, in nome della fecondità, e una pala che rappresenta la fecondità delle terre etnee.

Anche questo appuntamento settimanale con CurioSicily termina qui. Vi invito a seguirmi anche mercoledì prossimo per scoprire insieme le curiosità che riguardano il nostro territorio. Potete inviare i vostri suggerimenti e segnalazioni tramite un commento o scrivendo una mail all’indirizzo curiosicily@gmail.com. Restate sempre aggiornati con Vivi Catania tramite i nostri canali social Facebook e Twitter.

Rubrica di Salvatore Rocca

Foto di Francesco Pellegrino

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