CurioSicily – 5 cose da sapere su… la Festa di Sant’Agata

La città di Catania è ormai pronta: dal 3 al 5 febbraio il capoluogo etneo celebrerà come ogni anno la Festa di Sant’Agata in onore della giovane martire. Nell’appuntamento di questa settimana con CurioSicily vogliamo parlarvi di cinque aspetti poco conosciuti delle celebrazioni agatine e, per questo, meritevoli di essere portati alla luce.

1 – Quanto sono lunghi i cordoni?

Il fercolo di Sant’Agata, comunemente chiamato “vara”, è da sempre trainato da una numerosa schiera di fedeli vestiti di bianco che tirano con forza i due cordoni. Queste due grosse funi sono costituite da un intreccio di canapa a tre corde e presentano un robusto sistema di quattro tiranti con maniglie che servono per direzionare e tenere i cavi in costante tensione. Con il passare degli anni i cordoni sono stati sostituiti con altri più lunghi che misurano, rispettivamente 120 e 125 metri. Il cordone di destra è più corto rispetto a quello di sinistra per agevolare le manovre di rotazione del fercolo.

2 – La sosta al Castello Ursino

Prima dell’anno 1379 il fercolo di Sant’Agata era scolpito in legno dorato e giungeva in processione fino al Castello Ursino, all’interno del quale rimaneva “a riposo” in compagnia dello scrigno fino all’alba del 5 febbraio. Durante una permanenza nel maniero normanno, alcuni ladri fecero irruzione per depredare lo scrigno dei gioielli ex-voto e fecero cadere il busto reliquiario che restò miracolosamente intatto. Oggi questa sosta non avviene più.

3 – Il passaggio segreto

Secondo un’antica leggenda tramandata nei secoli, sotto le fondamenta della Cattedrale in corrispondenza del famoso sacello di Sant’Agata scorrerebbe un fiume sotterraneo (probabilmente l’Amenano) e che condurrebbe in un sepolcro segreto preceduto da sette cancelli dove si troverebbero le spoglie della Santa etnea. Questa storia, ovviamente, è soltanto frutto della fantasia popolare.

4 – La corona donata dal Re d’Inghilterra

La preziosa corona che poggia sul capo del busto reliquiario di Sant’Agata è adornata da gemme e perle e sormontata da bellissimi fiordalisi. Sarebbe stata realizzata tra Trecento e Quattrocento e donata dal Re d’Inghilterra, Riccardo Cuor di Leone, che nel 1191 nell’epoca della terza crociata, si decise a visitare il sepolcro della martire etnea.

5 – L’immancabile “strisciata”

Ad inizio ‘700 i seminaristi erano soliti volgere il saluto a Sant’Agata eseguendo una poderosa “strisciata” che consisteva nel lancio dai balconi del seminario di numerosi nastri di carta colorata. Con il tempo questa usanza si è modificata. Oggi è infatti usanza comune da parte dei fedeli lanciare bigliettini colorati con la scritta “W S.Agata” al passaggio del prezioso fercolo.

Anche questo appuntamento settimanale con CurioSicily termina qui. Vi invito a seguirmi anche mercoledì prossimo per scoprire insieme le curiosità che riguardano il nostro territorio. Potete inviare i vostri suggerimenti e segnalazioni tramite un commento o scrivendo una mail all’indirizzo curiosicily@gmail.com. Restate sempre aggiornati con Vivi Catania tramite i nostri canali social Facebook e Twitter.

Rubrica a cura di Salvatore Rocca

Foto di Francesco Pellegrino

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