CurioSicily – Cinque cose da sapere su… l’Isola Ferdinandea

C’è ma non si vede. Quante volte abbiamo pronunciato questa frase, spesso per indicare qualcosa non immediatamente visibile all’occhio umano, malgrado la sua presenza nell’ambiente? Il concetto può essere facilmente applicato anche al caso dell’Isola Ferdinandea, una piccola isola rocciosa distante poche decine di chilometri dalle coste siciliane che emerge e scompare dalla superficie marina come conseguenza dell’attività del vulcano sottostante. Nell’appuntamento di questa settimana con CurioSicily parleremo di cinque curiosità legate all’esistenza di questo piccolo lembo di terra.

1 – L’isola Ferdinandea appare di notte e scompare di giorno?

Le testimonianze sulla presenza dell’isola Ferdinandea nel braccio di mare tra Sciacca e Pantelleria sono molteplici. Le prime risalgono addirittura alla Prima Guerra Punica (264 – 241 a.C.) combattuta da Romani e Cartaginesi. Secondo una storia in auge tra i marinai e diffusasi nei secoli successivi, veniva narrata l’esistenza di un’isola leggendaria che era solita emergere dalle acque durante le ore notturne per poi inabissarsi di giorno. Un racconto che enfatizza, ovviamente, la caratteristica peculiare di questo lembo di terra un tempo di difficile comprensione.

2 – Due laghi e un cratere vulcanico

A causa dei movimenti magmatici che costituirono la causa della nascita della struttura che sorregge l’isola, in origine essa presentava un’inusuale forma conica con una superficie di circa 4 Km² ed un’altezza di 65 metri. All’esterno del cono vulcanico si formarono addirittura due piccoli laghi sulfurei in costante ebollizione. Era presente anche un breve torrente che riversava in mare le acque provenienti dal cratere.

3 – Un’aspra disputa tra Inghilterra, Francia e Regno delle Due Sicilie per il dominio dell’isola

L’esistenza di un banco roccioso in mezzo al Mediterraneo fece ingolosire diverse potenze internazionali per i possibili risvolti commerciali. La prima a farsi avanti fu l’Inghilterra, la quale poteva godere di vantaggiosi accordi con il Regno delle Due Sicile sulle attività estrattive e di sfruttamento dello zolfo. Il  24 agosto 1831 giunse il capitano Jenhouse approdò sull’isola e vi piantò la bandiera britannica, ribattezzandola “Graham”. Il 26 settembre fu il turno della Francia che inviò  il brigantino “La Fleche” per effettuare alcuni rilevamenti che accertarono la fragilità strutturale dell’isola. Nonostante tutto, i transalpini la ribattezzarono “Iulia” in riferimento alla sua emersione avvenuta nel mese di luglio, piantarono una bandiera francese e posero una targa con la seguente scritta: «Isola Iulia – i sigg. Constant Prévost, professore di geologia all’Università di Parigi – Edmond Joinville, pittore 27, 28, 29 settembre 1831». Ad ottobre il re Ferdinando II di Bordone rivendicò invece l’isola come territorio dello stato borbonico.

4 – L’isola venne bombardata per errore dagli Stati Uniti

Il 15 aprile 1986 gli Stati Uniti iniziarono l’operazione militare El Dorado Canyon con l’obiettivo di colpire Tripoli e Bengasi, in Libia, in risposta all’attentato terroristico avvenuto presso La Belle, a Berlino Ovest, in Germania. Durante la missione, alcuni aerei dell’U.S. Air Force scambiarono l’isola Ferdinandea per un sottomarino libico e la colpirono con alcune bombe di profondità.

5 – Una targa per dire stop alle contese

Per evitare future controversie ed ulteriori ipotesi di rivendicazione, nei primi anni 2000 la Regione Siciliana e la città di Sciacca posero una lapide in marmo sulla superficie dell’isola con scritto: «Questo lembo di terra una volta isola Ferdinandea era e sarà sempre del popolo siciliano». La targa, distrutta in seguito dall’ancora di un’imbarcazione, è stata immediatamente ripristinata.

Anche questo appuntamento settimanale con CurioSicily termina qui. Vi invito a seguirmi anche mercoledì prossimo per scoprire insieme le curiosità che riguardano il nostro territorio. Potete inviare i vostri suggerimenti e segnalazioni tramite un commento o scrivendo una mail all’indirizzo curiosicily@gmail.com. Restate sempre aggiornati con Vivi Catania tramite i nostri canali social Facebook e Twitter.

Rubrica di Salvatore Rocca

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