CurioSicily – Cinque curiosità su… la Festa dei Morti in Sicilia

Con l’arrivo del mese di Novembre si rinnova in Sicilia, così come in altre regioni d’Italia, la tradizionale Commemorazione dei Defunti. Nella nostra isola tale tradizione si è imposta nei secoli con il nome di “Festa dei Morti”, un ossimoro linguistico che tuttavia si ben confà alla variopinta cultura meridionale.

La Festa dei Morti, in Sicilia, non significa soltanto andare a fare visita ai nostri cari scomparsi ma si configura come una vera e propria ricorrenza gioiosa che porta con sé diversi aspetti folkloristici e di colore capaci di esorcizzare il ricordo luttuoso. Nell’appuntamento di questa settimana con CurioSicily andremo infatti a conoscere meglio cinque curiosità legate alla ricorrenza della Festa dei Morti in Sicilia con numerose sfaccettature.

1 – A pranzo con… il morto

Fino a qualche decennio, in occasione del 2 Novembre, fa era parecchio diffusa la consuetudine a Palermo (e in altri comuni dell’hinterland) di trascorrere l’intera giornata presso il cimitero dove erano sepolti i parenti defunti. Durante la sosta, i visitatori erano soliti organizzare un pranzo in prossimità della tomba dell’estinto. Questa consuetudine pare essere stata tramandata da un’antica usanza pagana proveniente dalle popolazioni indo-europee che erano solite allestire un banchetto funebre in memoria degli antenati.

2 – La filastrocca dei regali

Una delle tradizioni un tempo più radicate durante la Festa dei Morti in Sicilia era quella legata ad una preghiera che i bambini recitavano al momento di scovare i regali “lasciati” in dono dai defunti. La supplica, citata dallo storico siciliano G. Pitrė, recitava così: «Armi santi, armi santi, io sugnu uno e vuatri siti tanti: mentri sugnu ‘ntra stu munnu di vài così di morti mittitimìnni assai». (Anime sante, anime sante, io sono uno e voi siete tanti; mentre sono in questo mondo di guai regali dei morti mettetemi in abbondanza).

3 – Morti che camminano…

In molte parti della Sicilia, da Palermo a Catania, esiste ancora la tradizione di far “camminare” i morti lungo le strade cittadine. Uomini scalzi vestiti soltanto di un lenzuolo bianco si mettono in marcia da diversi luoghi sacri della città isolale e percorrere le strade intonando litanie. A Partinico (Palermo) i defunti escono Convento di S. Antonino dei Riformati con in mano delle torce, mentre ad Acireale fino agli inizi del XX secolo era possibile incontrare misteriosi personaggi che depredavano le bancarelle di dolci e giocattoli per portarli ai bambini del luogo.

4 – Cibo a forma di uomo

Quella degli “armuzzi” è una tradizione molto antica e consiste nel realizzare delle forme di pane antropomorfo raffiguranti le anime del purgatorio con gli arti incrociati all’altezza del petto. Si tratta di un’usanza nata al tempo degli antichi Greci, specializzati nella preparazione delle “maniai”, alimenti a somiglianza di Mania (Follia), figura divina di molteplice significato. Nella mitologia romana era conosciuta come la dea della morte.

5 – I morti “eretti”

Uno spettacolo impressionante e certamente unico al mondo è quello offerto dai numerosi cadaveri esposti presso il cimitero del Convento dei Frati Cappuccini, noto come le Catacombe dei Cappuccini di Palermo. Qui gli scheletri mummificati dei defunti sono appesi in posizione eretta. Questa particolarità risale alla seconda metà degli anni ’50 quando i frati, al momento di traslare le salme nel nuovo cimitero, si accorsero che 45 cadaveri erano rimasti pressoché intatti e decisero dunque di non seppellire questi corpi ma di esporli lungo le pareti.

Anche questo appuntamento settimanale con CurioSicily termina qui. Vi invito a seguirmi anche mercoledì prossimo per scoprire insieme le curiosità che riguardano il nostro territorio. Potete inviare i vostri suggerimenti e segnalazioni tramite un commento o scrivendo una mail all’indirizzo curiosicily@gmail.com. Restate sempre aggiornati con Vivi Catania tramite i nostri canali social Facebook e Twitter.

Rubrica di Salvatore Rocca

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