Emozioni in musica: Don Pasquale di Gaetano Donizetti

<<Poco pensa Don Pasquale che boccon di temporale si prepari in questo punto sul suo capo a rovinar. Urla e fischia la bufera, vedo il lampo, il tuono ascolto; la saetta fra non molto sentiremo ad iscoppiar!>>

Don Pasquale è un’opera in tre atti di Gaetano Donizetti su libretto firmato da Michele Accursi ma in realtà opera dello stesso Donizetti e Giovanni Ruffini. Tratta dal dramma giocoso Ser Marcantonio di Angelo Anelli musicato da Stefano Pavesi, è stata rappresentata per la prima volta al Théatre-Italien di Parigi il 3 gennaio 1843.

La storia si svolge a Roma agli inizi del XIX secolo.

Il primo atto si apre all’interno di una sala della casa di Don Pasquale, anziano e benestante settantenne, il quale vorrebbe designare come erede il nipote Ernesto a patto che l’uomo sposi una donna ricca e nobile scelta da lui stesso. Ernesto però è innamorato, ricambiato, di Norina giovane vedova <<povera ma onorata e virtuosa.>> Si rifiuta quindi di obbedire allo zio il quale decide di cacciare di casa di nipote e sposarsi al fine di diseredarlo. Il dottor Malatesta, amico di Don Pasquale ma ancor più di Ernesto e Norina, decide di aiutare i due giovani organizzando un piano: propone a Don Pasquale come sposa la sorella Sofronia, <<alma innocente e candida, che sè medesma ignora; modestia impareggiabile, dolcezza che innamora, ai miseri pietosa, gentil, buona, amorosa>>, ma sarà la stessa Norina (che Don Pasquale non conosce) ad impersonare la donna a insaputa di Ernesto. Una volta sposato, porterà l’uomo alla disperazione. Norina e Malatesta, dunque, iniziano a studiare il comportamento della finta Sofronia.

Nel secondo atto Ernesto, ignaro del piano di Malatesta e convinto che l’amico l’abbia tradito, è in procinto di lasciare senza l’amata la casa dello zio per emigrare in terre lontane. Nel frattempo Don Pasquale, in gran gala seguito da un servo, attende l’arrivo di Sofronia/Norina, accompagnata dal fratello. Arrivata la donna, Don Pasquale è immediatamente conquistato dalla sua bellezza e semplicità. Malatesta: <<Fresca uscita di convento, natural è turbamento, è per tempra un po’selvatica. Mansuefarla a voi si sta!>> Don Pasquale: <<Mosse, voce, portamento, tutto è in lei semplicità. La dichiaro un gran portento se risponde la beltà!>> Chiamato il notaio, in realtà un amico di Malatesta, tutto è pronto per la celebrazione del matrimonio. L’arrivo improvviso di Ernesto però sembra mandare all’aria il piano. L’uomo infatti, riconosciuta Norina, diviene furioso nel vederla sposare lo zio. Prontamente Malatesta lo prende in disparte e gli spiega lo scherzo al quale, divertito, decide di partecipare in qualità di testimone. Celebrato il matrimonio, Sofronia cambia immediatamente carattere: diventa aggressiva, raddoppia lo stipendio alla servitù, chiede che Ernesto diventi suo cavaliere personale, richiede il rinnovamento della casa e l’arrivo di un parrucchiere, di un sarto e di un gioielliere. Don Pasquale è sbalordito: <<Son tradito, beffeggiato, mille furie ho dentro il petto, dalla rabbia, dal dispetto, son vicino a soffocar!>>

Nel corso del terzo atto vediamo Don Pasquale esasperato per le continue spese della moglie la quale, inoltre, gli fa credere di avere un amante. Malatesta, infatti, ha messo al corrente Ernesto del piano chiedendogli di impersonare l’amante misterioso di Sofronia/Norina. Il giovane, dunque, si reca nei pressi del giardino di casa e inizia a cantare una serenata a cui segue un duetto tra i due innamorati: <<Com’è gentil la notte a mezzo april! È azzurro il ciel, la luna è senza vel: tutto è languor, pace, mistero, amor, ben mio perchè ancor non vieni a me? Formano l’aure d’amore accenti, del rio nel murmure sospiri senti; il tuo fedel si strugge di desir […] Tornami a dir che m’ami, dimmi che mia/mio tu sei; quando tuo ben mi chiami la vita addoppi in me. La voce tua sì cara rinfranca il core oppresso: sicuro/sicura a te dappresso, tremo lontan da te!>> Ad osservarli però c’è Don Pasquale che esce allo scoperto mettendo in fuga Ernesto. Davanti alla reticenza di Sofronia di ammettere i suoi incontri con l’amante, Don Pasquale implora Malatesta di trovare un altro espediente per poter definitivamente cacciare la moglie di casa. Cogliendo la palla al balzo, Malatesta finge che Don Pasquale ha dato il suo consenso alle nozze tra il nipote e Norina: sarà lei la nuova padrona di casa. A questo punto Sofronia a sua volta finge di non accettare l’arrivo della donna e minaccia di andarsene rompendo il matrimonio. Don Pasquale è finalmente sollevato e libero mentre i tre amici possono rivelare all’uomo la loro burla. Con la benedizione di Don Pasquale, Ernesto e Norina coronano il loro sogno d’amore. <<La moral di tutto questo è assai facil trovar. Ve la dico presto presto se vi piace d’ascoltar. Beh è scemo di cervello ci s’ammoglia in vecchia età; va a cercar col campanello noie e doglie in quantità!>>

Articolo e foto di Cristina Spampinato

 

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