Emozioni in musica: Isabeau di Pietro Mascagni

Isabeau è un’opera in tre atti di Pietro Mascagni rappresentata per la prima volta a Buenos Aires al Teatro Coliseo il 2 giugno 1911. Su libretto di Luigi Illica, il soggetto è di origine medievale, tratto dalla leggenda di Lady Godiva, ripreso in una sua lirica dal poeta Alfred Tennyson.

La vicenda si svolge in tre momenti. I tre atti, infatti, rappresentano il mattino, il meriggio e la sera. Il primo atto si apre all’interno della sala del trono di una reggia duecentesca. Qui un araldo del re Raimondo proclama a gran voce un bando reale secondo il quale il vincitore della tenzone d’amore avrebbe ottenuto la mano di Isabeau, da tempo avversa all’amore e al matrimonio. La donna, infatti, di ritorno da un pellegrinaggio si mostra decisa a non abbandonare la candida veste che indossa, simbolo della propria purezza, a cui dedica perfino un vero e proprio inno. Presso la reggia giungono anche Giglietta e Folco: la prima con l’intenzione di donare delle colombelle, il secondo affascinato dalla bellezza della giovane vista durante una cavalcata nel bosco.

A questo punto le trombe annunciano l’inizio della sfida tra i pretendenti che offrono a turno doni ad Isabeau, la quale però li rifiuta. Suscitando l’ira del padre, la giovane viene condannata a cavalcare nuda per la città a mezzogiorno, mentre chi avrebbe osato disobbedire alla volontà popolare di distogliere lo sguardo dalla cavalcata, guardando la fanciulla, sarebbe stato ucciso. Disobbedendo a quella che ritiene essere l’ipocrisia del popolo e con occhi puri, Folco guarda la donna immerso nel proprio destino di amore e morte.

Nel corso del terzo atto mentre due ancelle pregano, Isabeau, ancora sconvolta e in un lungo monologo, rimpiange di aver corrisposto lo sguardo di Folco, condannandolo così alla morte. Inoltre Giglietta implora affinché possa salvare il nipote la giovane, la quale ottiene di vedere Folco. Ha così inizio un duetto d’amore tra i due giovani i quali si riconoscono innamorati, inneggiando al sentimento che li unisce. I due amanti però non possono coronare il proprio amore poiché Cornelius, che di nascosto ha assistito alla scena, spalanca le porte alla folla inferocita e desiderosa di portare a compimento la condanna prevista per Folco. Inneggiando nuovamente all’amore, i due amanti muoiono così uccisi ma felici.

Articolo e foto di Cristina Spampinato

 

Share Button

Lascia un commento