Emozioni in musica: La finta giardiniera di Wolfgang Amadeus Mozart

La finta giardiniera è un’opera in tre atti di Wolfgang Amadeus Mozart, rappresentata per la prima volta al Salvatortheater di Monaco di Baviera nel 1775.

Il primo atto si apre con i preparativi per le nozze tra il Contino di Belfiore e Arminda, nipote di Don Anchise. Belfiore è fuggito da Milano credendo di aver ucciso l’amata marchesa Violante; la donna, invece, è ancora viva ed entrata al servizio del podestà insieme al servo Roberto (sotto le mentite spoglie di Nardo) travestita da giardiniera dal nome Sandrina. La donna è amata dal podestà, mentre Ramiro ama Arminda, ma Violante è alla ricerca dell’uomo che l’ha pugnalata e abbandonata. Alla notizia dell’imminente matrimonio tra Belfiore e Arminda, Violante sconvolta sviene. Belfiore, sebbene ha riconosciuto la donna, nega di conoscerla. L’atto si chiude così nella confusione di tutti i personaggi.

Il secondo atto si apre nella casa del podestà dove Arminda canta il suo amore per Belfiore, il quale incontra Violante che a sua volta gli racconta della sua finta morte. A questo punto giunge Ramiro con un mandato di arresto a carico di Belfiore per l’uccisione della marchesa: l’uomo, in realtà, vuole liberarsi del rivale in amore per arrivare ad Arminda, ma invano Violante cerca di difenderlo. Nello stupore generale per aver svelato la propria identità, Violante viene abbandonata dalla gelosa Arminda in un bosco. Solo grazie all’intervento di Ramiro la donna potrà essere salvata; nel frattempo però una serie di equivoci all’interno della caverna complica l’intreccio della vicenda.

Intreccio fatto di inganni, travestimenti, equivoci, triangoli amorosi, che viene risolto solo nel terzo atto: davanti all’incredulità del podestà circa l’accaduto, Belfiore e Sandrina si giurano eterno amore, Ramiro e Arminda rinnovano il loro legame, Nardo si unisce a Serpetta.

Articolo e foto di Cristina Spampinato

 

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