Emozioni in musica: La Vestale di Gaspare Spontini

La Vestale è un’opera in tre atti di Gaspare Spontini su libretto di Victor Joseph Etienne de Jouy. Rappresentata per la prima volta all’Opéra di Parigi il 15 dicembre 1807, calcò le scene italiane nel 1811 al Teatro San Carlo di Napoli.

Il primo atto si apre con il ritorno di Licinio dopo una fortunata campagna militare contro i Galli. L’uomo rivela all’amico Cinna di essere innamorato di Giulia, la quale è però destinata a diventare Vestale. La donna, a sua volta, rivela il suo dolore alla Sacerdotessa la quale la esorta a proseguire il percorso come serva della dea. Tuttavia, durante la celebrazione del trionfo militare, i due innamorati si incontrano e si danno appuntamento al tempio.

Il secondo atto si apre nei pressi del tempio dove le altre vestali e la Sacerdotessa sono impagnate nei riti di preghiera e di benedizione del sacro fuoco di Vesta. Come promesso Licinio raggiunge Giulia ma, mentre i due si scambiano promesse d’amore, il fuoco si spegne. Cinna riesce a far fuggire l’amico mentre le donne e gli altri sacerdoti capiscono la ragione del segnale divino. A questo punto il Gran Sacerdote interroga Giulia: non volendo rivelare l’identità dell’uomo che era con lei, la donna viene condannata ad esser murata viva.

Condanna che sta per essere portata a compimento nel corso del terzo atto. Licinio però, sconvolto per la condanna di Giulia, è disposto a far di tutto pur di fermare il rito di morte. Mentre Giulia si accinge al supplizio, infatti, Licinio irrompe seguito da Cinna e uomini armati ma, prima che essi possano interrompere il rito, un fulmine caduto dal cielo squarcia il velo da vestale della donna e riaccende il sacro fuoco di Vesta. Il Gran Sacerdote interpreta l’avvenimento come la volontà divina di scioglimento dei voti espressi da Giulia. Quest’ultima e Licinio, dunque, sono liberi di amarsi circondati dal tripudio generale dei presenti.

Articolo e foto di Cristina Spampinato

 

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