Emozioni in musica: L’inganno felice di Gioachino Rossini

L’inganno felice è un’opera in un atto di Gioachino Rossini su libretto di Giuseppe Maria Foppa, rappresentata per la prima volta al Teatro Moisè di Venezia l’8 gennaio 1812.

Protagonista è Isabella, fedele moglie di Bertrando, la quale dopo aver respinto il corteggiamento di Ormondo resta vittima della sua vendetta. L’uomo, infatti, mente a Bertrando circa la fedeltà della moglie la quale viene condannata ad essere uccisa da Batone, servo del duca. Dopo aver condotto Isabella su una barca, e lasciata successivamente in balìa delle onde, la donna si salva ma, una volta protetta dal minatore Tarabotto, non rivela la propria identità accettando di rifugiarsi sotto la falsa identità di Nisa, sua nipote.

Trascorsi dieci anni, Isabella finalmente rivela la propria identità a Tarabotto, il quale consiglia alla donna di approfittare della presenza del marito presso le miniere al fine di ricongiungersi con lui. Bertrando, Ormondo e Batone rimangono sconvolti all’apparizione di Nisa: si convincono che ella sia il fantasma vendicatore della donna che credono essere morta in mare. Isabella, invece, sente di essere ancora legata al marito sebbene non si fidi più di lui. A questo punto l’intreccio si complica poiché ogni personaggio cerca di portare a compimento i propri propositi: Batone e Ormondo vorrebbero rapire la donna, Bertrando cerca di difenderla mosso da un profondo ed inspiegabile affetto, Tarabotto spera di far ricongiungere la coppia di amanti. Alla fine il piano di Ormondo viene sventato e il tradimento smascherato, Tarabotto viene ricompensato grazie alla profonda fedeltà dimostrata, Batone graziato da Isabella la quale finalmente, dopo dieci anni di lontananza, si ricongiunge all’amato Bertrando.

Articolo e foto di Cristina Spampinato

 

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