Emozioni in musica: Lucia di Lammermoor di Gaetano Donizetti

<<Oh! Qual funesto avvenimento! Tutti ne ingombra cupo spavento! Notte, ricopri la ria sventura col tenebroso tuo denso vel. Ah! Quella destra di sangue impura l’ira non chiami su noi del ciel!>>

Lucia di Lammermoor è un’opera in tre atti di Gaetano Donizetti su libretto di Salvatore Cammarano. Tratta dal romanzo The bride of Lammermoor di Walter Scott, è stata rappresentata per la prima volta al Teatro San Carlo di Napoli il 26 settembre 1835.

Il primo atto si apre all’interno dell’atrio del castello di Ravenswood. Qui Normanno, capo degli armigeri di Ravenswood, ordina che si raccolgano notizie poiché sospetta che Lucia, sorella di Lord Enrico Ashton, abbia una segreta relazione con Edgardo, unico erede della famiglia Ravenswood. Enrico giura di ostacolare la relazione in ogni modo. Nel frattempo, nel parco del castello, Lucia confida alla dama di compagnia Alisa un’antica leggenda di un Ravenswood che uccise per gelosia la propria amata. Da quel giorno il fantasma della donna si aggira presso la fontana. Alisa interpreta il racconto come un cattivo presagio e mette in guardia la stessa Lucia la quale viene raggiunta da Edgardo. L’uomo è in procinto di partire per la Scozia ma, prima di farlo, intende stringere la mano ad Enrico in segno di pace e chiedere Lucia in sposa. Lucia, consapevole dell’odio nutrito dal fratello nei confronti del rivale, chiede all’amato di non compiere gesti affrettati ed attendere. A questo punto Edgardo e Lucia si scambiano gli anelli nuziali, giurandosi amore e fedeltà. <<Verranno a te sull’aure i miei sospiri ardenti, udrai nel mar che mormora l’eco de’ miei lamenti. Pensando ch’io di gemiti mi pasco e di dolor, spargi una mesta lagrima su questo pegno allor.>>

Il secondo atto si apre all’interno degli appartamenti di Lord Ashton. Qui Enrico ed Ermanno attendono Lucia: Enrico, per salvare la sua casata indebolita dalle lotte politiche favorevoli ad Edgardo, impone alla sorella il matrimonio con Lord Arturo Bucklaw, uomo ricco e potente. Lucia, innamorata e legata ad Edgardo, rifiuta mostrando i primi sintomi della pazzia. Enrico per cercare di convincere la sorella, le rivela che Edgardo è già promesso ad un’altra donna facendole leggere una falsa lettera. Nel frattempo giunge Raimondo, educatore e confidente della donna, Lucia gli corre incontro sperando di ricevere consolazione e aiuto. Raimondo però, d’accordo con Enrico, la convince della necessità del matrimonio con Arturo. Lucia, travolta dagli eventi e sconvolta dalla lettera, accetta il matrimonio che il fratello organizza immediatamente. La storia si sposta in una magnifica sala, pomposamente ornata pe ‘l ricevimento di Arturo, il rito sta per essere celebrato. L’arrivo improvviso di Edgardo però sconvolge tutti. Alla vista del contratto nuziale firmato da Lucia, l’uomo maledice l’amata restituendole l’anello mentre Lucia, incredula e disperata, restituisce il suo. <<Quale terribile momento! Più formar non so parole. Densa nube di spavento par che copra i rai del sole. Come rosa inaridita ella sta fra morte e vita. Chi per lei non è commosso ha di tigre in petto il cor!>>

Nel terzo atto la storia si sposta in un salone della torre di Wolferag dove Edgardo è immerso ne’ suoi malinconici pensieri. Il frastuono di un tuono e l’avvicinarsi di un destriero lo scuotono: è in arrivo Enrico. I due rivali si affrontano e decidono di porre fine alla discordia con un duello, fissato per il giorno seguente all’alba. Nel frattempo il castello è in festa per le nozze di Lucia ed Arturo: <<Di vivo giubilo s’innanzi un grido, corra di Scozia per ogni lido; e avverta i perfidi nostri nemici, che più terribili ne rende l’aura d’alto favor, che a noi sorridono le stelle ancor!>> La festa però viene sconvolta da una terribile notizia: Lucia, impazzita dal dolore, ha ucciso il novello sposo durante le prima notte di nozze. Poco dopo la donna entra in sala avvolta in una lunga camicia bianca, insanguinata, col pugnale tra le mani, col volto coperto da uno squallore di morte. In preda alle allucinazioni, invoca il nome di Edgardo immaginando di celebrare le nozze insieme all’amato. Mentre il coro la compiange sottolineandone lo spaventoso stato mentale, Enrico, saputo dell’omicidio, si avventa sul corpo della sorella per ucciderla ma Raimondo ed Alisa riescono a fermarlo. Lucia continua ad invocare il nome dell’amato ma, immaginando che l’uomo la ripudi e gettando a terra l’anello che si erano scambiati, non reggendo allo strazio muore tra lo sconcerto generale. <<Spargi di qualche pianto il mio terrestre velo, mentre lassù nel cielo io pregherò per te. Al giunger tuo soltanto fia bello il ciel per me!>> Nel frattempo a poca distanza, Edgardo medita di farsi uccidere durante il duello con Enrico. Il silenzio però è turbato dall’arrivo del corteo funebre che piange la sorte di Lucia. Edgardo, il quale non può più vivere senza Lucia, estrae il pugnale e decide di seguire nella morte la donna che ama. <<Tu che a Dio spiegasti l’ali o bell’alma innamorata, ti rivolgi a me placata… Teco ascenda il tuo fedel. Ah! se l’ira dei mortali fece a noi sì lunga guerra, se divisi fummo in terra, ne congiunga il nume in ciel!>>

Articolo e foto di Cristina Spampinato

 

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