Emozioni in musica: Sigismondo di Gioachino Rossini

Sigismondo è un dramma per musica in due atti di Gioachino Rossini su libretto di Giuseppe Foppa, rappresentato per la prima volta al Teatro La Fenice di Venezia il 26 dicembre 1814.

Il primo atto si apre all’interno degli appartamenti di re Sigismondo dove Analgida, sorella di Ladislao, e Radoski, confidente del re, discutono sui frequenti attacchi di follia del sovrano mentre Ladislao vorrebbe approfittare della situazione al fine di condurre al trono proprio la sorella. Rimasto solo con Ladislao, il re gli confida come a perseguitarlo sia lo spettro della moglie Aldimira che lui stesso ha condannato a morte con l’accusa di tradimento. Ha però in mente un piano che porrà fine al suo tormento: saputo che Ulderico, re di Boemia, è in viaggio con l’intenzione di vendicare la morte della figlia, ha deciso di affidare a Ladislao l’organizzazione della difesa mentre lui troverà la morte presso un bosco che separa i due paesi, allontanandosi con la scusa di una battuta di caccia.

Sigismondo però non sa che la moglie è viva, protetta a seguito di un tranello di Ladislao da Zenovito in una zona rurale ai margini della foresta. Il re la incontra e, stupito per la profonda somiglianza tra la donna che crede essere la figlia di Zenovito e la moglie, decide di condurla a corte dove assumerà il ruolo di regina placando l’ira di Ulderico. Qui irrompono i soldati che annunciano a Sigismondo la battaglia contro il nemico boemo.

Durante il secondo atto continua l’avanzata di Ulderico mentre a palazzo Sigismondo presenta la donna in veste di Aldimira. Tra il giubilo dei sudditi, Ladislao vede sfumare la possibilità di far salire al trono la sorella. Nel frattempo rimasti soli, Sigismondo e Aldimira non riescono a frenare i propri sentimenti: la donna vorrebbe sapere le motivazioni della sua condanna, Sigismondo è turbato per i sentimenti provati per la donna che crede essere una sconosciuta.

All’esterno della città, Ulderico attende il primo ministro polacco: se sua figlia è viva, tornerà ad essere difensore della Polonia. Ladislao però gli rivela lo scambio di persona a cui Ulderico stenta a credere vista la straordinaria somiglianza. Dopo un momento di esitazione, i due eserciti si attaccano. Accorre Aldimira inseguita da Ladislao il quale, dopo essere stato bloccato dalle guardie boeme, rivela il complotto mentre Sigismondo vorrebbe scagliarsi contro di lui. Lo placano le rassicurazioni di Aldimira la quale, rivelando al marito e al padre la propria identità, mostra il foglio avuto da Radoski con cui un tempo aveva tentato di sedurla Ladislao. A quest’ultimo viene risparmiata la vita mentre Sigismondo si ricongiunge alla moglie circondato da canti di giubilo dei sudditi.

Articolo e foto di Cristina Spampinato

 

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