Emozioni in musica: Zaira di Vincenzo Bellini

<<Un grido d’orrore d’intorno rimbomba: tremendo sul core un peso mi piomba. Quel sangue innocente s’innalza fremente, m’incalza com’onda, fuggirlo non so!>>

Zaira è un’opera in due atti di Vincenzo Bellini su libretto di Felice Romani. Rappresentata per la prima volta al Teatro Ducale di Parma il 16 maggio del 1829, è tratta dalla Zaire di Voltaire.

Il primo atto si apre all’interno di un harem: la schiava Zaira è prossima alle nozze con il sultano di Gerusalemme, Orosmane. Il matrimonio con una donna cristiana però viene giudicato dal visir Corasmino come un’offesa alla legge coranica. L’uomo, a questo proposito, si mostra deciso ad impedirlo. Nel frattempo Fatima, anch’ella schiava, chiede a Zaira come abbia potuto dimenticare la Francia, il guerriero che ha giurato di liberarla e la fede cristiana. Zaira, dal canto suo, dichiara i propri sentimenti per Orosmane, sottolineando inoltre come non abbia più ricevuto notizie del guerriero francese. Il cavaliere francese Nerestano fa il suo ingresso in scena: il suo intento è liberare Zaira ma, appena giunto, apprende come la donna abbia scelto la fede musulmana e come il sultano sia disposto a rilasciare alcuni dei prigionieri francesi, eccezzion fatta per Zaira e Lusignano, principe francese del sangue degli antichi re di Gerusalemme. I prigionieri, a questo punto, decidono di rinunciare alla libertà e accettare la stessa sorte di Lusignano. Quest’ultimo però, grazie ad una cicatrice e ad una collana, riconosce Zaira e Nerestano come i propri figli, sopravvissuti al massacro di Cesarea. Nerestano cerca di persuadere Zaira a porre fine alla relazione con Orosmane, anche a causa della morte ormai vicina del padre. Sebbene la donna non voglia tradire la fiducia del sultano, decide di tornare alla fede cristiana, riabbracciare il fratello e chiedere un rinvio del matrimonio. Davanti alla richiesta della donna, Orosmane sospetta che Nerestano sia un seduttore e gli ordina di abbandonare la corte.

Il secondo atto si apre presso le stanze di Zaira. Qui Fatima la incoraggia a dimenticare Orosmane il quale, sebbene indignato a tal punto da voler trovare una donna più degna del suo amore, accetta di aspettare un giorno in più. Per amore di Zaira, inoltre, decide di accettare anche la richiesta dei cavalieri francesi di ritardare la partenza, così da avere la possibilità di seppellire Lusignano. Non presta così attenzione agli avvertimenti di Corasmino, il quale sospetta che la richiesta degli uomini celi ben altri scopi. A tal proposito, l’uomo gli mostra un messaggio di Nerestano che chiede a Zaira un incontro segreto ed Orosmane decide di metterla alla prova. Zaira legge il biglietto: sempre più divisa tra il tormento di dover tradire Orosmane e il dolore per la morte del padre, di cui Nerestano la accusa, si presenta all’appuntamento del fratello. Credendoli amanti pronti a fuggire, Orosmane ferisce mortalmente la donna ma, dopo aver appreso del legame di sangue che in realtà li unisce, sopraffatto dal dolore si uccide.

Articolo e foto di Cristina Spampinato

 

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