Emozioni in musica: Don Giovanni di Mozart al Teatro Massimo Bellini di Catania

<<Questo è il fin di chi fa mal: e de’ perfidi la morte alla vita è sempre ugual!>>

Don Giovanni è un “dramma giocoso” in due atti di Wolfgang Amadeus Mozart inserito, insieme a Così fan tutte e Le nozze di Figaro, all’interno della cosiddetta “trilogia dapontiana” composta in collaborazione con il librettista Lorenzo Da Ponte. Rappresentata per la prima volta al Teatro degli Stati Generali di Praga il 29 ottobre 1787, l’opera è incentrata sulla figura di Don Giovanni ideata dal drammaturgo spagnolo Tirso de Molina con il suo El burlador de Sevilla y Convidado de piedra del 1630.

Il primo atto si apre all’interno del giardino della casa del Commendatore dove Leporello, servo del seduttore Don Giovanni, si lamenta della lunga attesa al freddo, pioggia e vento mentre il padrone pensa al suo piacere. All’improvviso si sente urlare nel palazzo: si tratta di Don Giovanni che cerca di liberarsi di Donna Anna, promessa sposa di Don Ottavio, che gli impedisce di allontanarsi senza averlo prima visto in volto. L’uomo corre in giardino inseguito dal padre della donna, il Commendatore, il quale viene ferito a morte da Don Giovanni. Donna Anna sviene tra le braccia di Don Ottavio, accorso insieme ai servi giurando di smascherare l’assassino, mentre il seduttore e Leporello si allontanano velocemente. Tolta la maschera, Don Giovanni si imbatte in Donna Elvira, da lui precedentemente sedotta e abbandonata, desiderosa di vendicarsi dell’abbandono ma al tempo stesso di riconquistarlo. Don Giovanni riesce a sottrarsi e lascia la donna in compagnia di Leporello il quale, pensando di consorarla, mostra un <<picciol libro […] tutto pieno di nomi di sue belle!>> Canta, inoltre: <<Madamina, il catalogo è questo delle belle, che amò il padron mio; un catalogo egli è, che ho fatt’io. Osservate, leggete con me. In Italia seicento e quaranta, in Almagna duecento e trentuna, cento in Francia, in Turchia novantuna, ma in Ispagna son già mille e tre! V’han fra queste contadine, cameriere, cittadine, v’han contesse, baronesse, marchesine, principesse, e v’han donne d’ogni grado, d’ogni forma, d’ogni età! […] fa conquista pel piacer di porle in lista […] purche porti la gonnella, voi sapete quel che fa!>> Ascoltando queste parole, Donna Elvira va su tutte le furie.

Nel frattempo, nella campagna presso la casa di Don Giovanni, fervono i festeggiamenti per l’imminente matrimonio tra i contadini Zerlina e Masetto. Don Giovanni approfitta immediatamente della situazione per sedurre la giovane Zerlina la quale, separata dall’amato trattenuto da Leporello, dopo vari tentativi di resistergli cede alle lusinghe del seduttore. A questo punto però interviene Donna Elvira: è lei a mettere in guardia la giovane, raccontando le malefatte dell’uomo e a salvarla dal <<barbaro artiglio.>> Nel frattempo giungono anche Donna Anna e Don Ottavio, ancora alla ricerca dell’assassino del Commendatore. Donna Anna si rende conto che l’uccisore del padre è proprio Don Giovanni il quale però ancora una volta riesce a fuggire. Rimasti soli, Masetto rimprovera a Zerlina di averlo tradito il giorno del matrimonio ma la giovane lo rassicura: la sua virtù non è stata offesa. Giunge Don Giovanni il quale riprende il corteggiamento della giovane mentre Masetto si nasconde in modo tale da vedere la scena senza essere visto. Dopo averlo scorto, però, invita entrambi a festeggiare nel suo palazzo. Nel corso della festa giungono anche Donna Elvira, Donna Anna e Don Ottavio mascherati con l’intento di smascherare il seduttore. Durante il ballo, Don Giovanni conduce Zerlina in disparte mentre Leporello distrae Masetto. Richiamati dalle urla della giovane, i tre mascherati gettano la maschera e accusano dei suoi crimini Don Giovanni mentre quest’ultimo, accusando Leporello della tentata violenza ai danni di Zerlina, riesce nuovamente a fuggire.

Il secondo atto si apre in una strada presso una locanda. Qui Leporello, intenzionato a voler prendere le distanze dal padrone accusatore, si lascia convincere in cambio di denaro a scambiare le vesti con Don Giovanni che ha l’intenzione di sedurre la cameriera di Donna Elvira. Quest’ultima appare alla finestra della locanda: Don Giovanni, nascosto dietro Leporello, le chiede perdono giurandole eterno amore. Colpita dalla promessa dell’uomo, la donna scende in strada e si allontana con Leporello (travestito da padrone) mentre Don Giovanni inizia a cantare una serenata alla cameriera: <<Deh vieni alla finestra, o mio tesoro, deh vieni a consolar il pianto mio. Se neghi a me di dar qualche ristoro, davanti agli occhi tuoi morir vogl’io! Tu c’hai la bocca dolce più del miele, tu che il zucchero porti in mezzo il core! Non esser, gioia mia, con me crudele! Lasciati almen veder, mio bell’amore!>> Giunge Masetto con alcuni contadini con l’intenzione di uccidere Don Giovanni ma il travestimento li trae in inganno e alla fine è lo stesso Masetto ad essere picchiato da Don Giovanni. Nel frattempo le grida di Donna Elvira, accortasi dello scambio di persona, fanno accorrere Don Ottavio, Zerlina e Masetto; Leporello chiede pietà e riesce a sottrarsi alla punizione, ognuno dei presenti vuole punire definitivamente Don Giovanni. La storia si sposta presso il cimitero del luogo dove Don Giovanni si è nascosto, raggiunto da Leporello. Su tutte domina la statua del Commendatore. Ad un tratto la statua inizia a parlare: <<Di rider finirai pria dell’aurora! Ribaldo, audace! Lascia a’ morti la pace!>> Leporello è assalito dalla paura, Don Giovanni lo obbliga ad invitare la statua a cena con l’intento di sfidarlo e prendersene gioco. <<Bizzarra è in ver la scena, verrà il buon vecchio a cena. A prepararla andiamo, partiamo via di qua!>> Nel frattempo in casa di Donna Anna, Don Ottavio ormai certo dell’imminente punizione del seduttore senza scrupoli, cerca di convincere la donna ad accettare la sua proposta di matrimonio ma Donna Anna, provata dalla vicenda, lo prega di pazientare ancora. In casa di Don Giovanni tutto è pronto per la cena e per l’arrivo dell’insolito ospite. Mentre l’uomo gusta la sua cena, irrompe Donna Elvira cercando di convincere l’uomo a pentirsi ma lui le risponde: <<Vivan le femmine, viva il buon vino! Sostegno e gloria d’umanità!>> Finalmente giunge anche la statua del Commendatore che grida al seduttore: <<Don Giovanni a cenar teco m’invitasti e son venuto! […] Non si pasce di cibo mortale chi si pasce di cibo celeste! Altre cure più gravi di queste, altra brama quaggiù mi guidò! […] Tu m’invitasti a cena, il tuo dover or sai, rispondimi: verrai tu a cenar meco? […] Pentiti, cangia vita, è l’ultimo momento!>> Ma Don Giovanni, non pentito dei propri crimini e rispondendo <<no, no ch’io non mi pento vanne lontano da me!>>, accetta l’estrema sfida, segue il fantasma avvolto dalle fiamme e scompare gridando: <<Chi l’alma mi lacera? Chi m’agita le viscere? Che strazio, ohimè, che smania! Che inferno, che terror!>> Leporello, che ha assistito a tutta la scena, racconta cosa è successo agli altri personaggi accorsi. Il rapporto con Don Giovanni ha però cambiato ognuno di loro: Leporello decide di trovare un nuovo padrone, Donna Anna chiede a Don Ottavio di aspettare che il suo cuore si rassereni prima di sposarlo, Donna Elvira si ritira in convento, Masetto e Zerlina si recano a cenare in compagnia. <<Resti dunque quel birbon con Proserpina e Pluton. E noi tutti, o buona gente,ripetiam allegramentw l’antichissima canzon. Questo è il fin di chi fa mal, e de’ perfidi la morte alla vita è sempre ugual!>>

Articolo e foto di Cristina Spampinato

L’opera andrà in scena al Teatro Massimo Bellini di Catania dal 13 al 20 ottobre 2017.

Direttore: Salvatore Percacciolo

Regia: Francesco Esposito

Interpreti

Don Giovanni: Vittorio Prato, Davide Fersini (R,S1,S2)

Donna Anna: Annamaria Dell’Oste, Federica Alfano (R,S1,S2)

Don Ottavio: Francesco Marsiglia

Il Commendatore: Francesco Palmieri

Donna Elvira: Esther Andaloro,Diana Mian (R,S1,S2)

Leporello: Gabriele Sagona, Francesco Verna (R,S1,S2)

Masetto: Francesco paolo Vultaggio

Zerlina: Manuela Cucuccio

Orchestra e Coro del Teatro Massimo Bellini diretti da Gea Garatti

Prima rappresentazione: venerdì 13 ottobre ore 20:30 (Turno A);

Repliche: sabato 14 ottobre ore 17:30 (Turno S1), domenica 15 ottobre ore 17:30 (Turno D), martedì 17 ottobre ore 17:30 (Turno S2), mercoledì 18 ottobre ore 20:30 (Turno B), giovedì 19 ottobre ore 17:30 (Turno R), venerdì 20 ottobre ore 17:30 (Turno C)

Per maggiori informazioni: www.teatromassimobellini.it

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