Francesco Fichera – Ritratti di Sicilia

La Sicilia nel corso dei millenni è stata culla di menti geniali e di spiriti impavidi che si sono distinti all’interno dell’avvicendarsi storico grazie alle loro gesta e creazioni. Vivi Catania, tramite la rubrica Ritratti di Sicilia, vuole rammentare, e in qualche occasione riesumare, il ricordo di queste figure.

Oggi parleremo dell’architetto e ingegnere Francesco Fichera, nato a Catania nel 1881.

Suo padre, Filadelfo, era una figura eminente all’interno del panorama artistico della Catania post-borbonica, infatti esercitava la professione di docente presso la Scuola delle belle arti e di vicedirettore dell’Ufficio tecnico della città; fu proprio l’attività paterna che probabilmente fornì lo spunto necessario a Francesco Fichera per intraprendere la carriera di architetto e ingegnere.

Fu nel 1904 che si laureò in Ingegneria a Roma presso Regia Scuola di Applicazione per ingegneri e in Architettura presso l’Accademia di Belle arti di Palermo nel 1906. Qui ebbe inizio il suo apprendistato sotto la guida dell’egregio Ernesto Basile, da cui trasse il carattere liberty ed uno scorcio verso il contesto internazionale. A ciò unì i propri studi sul barocco e sul Settecento, che ne raffinarono il senso per i dettagli e le proporzioni.

Grazie alla vicinanza con il maestro Marcello Piacentini partecipò alla Esposizione Internazionale di Architettura Moderna in Budapest del 1931.

Come al padre si dedicò anche all’attività didattica e per circa quarant’anni insegnò Progettazione architettonica presso l’istituto di disegno della Facoltà di Ingegneria di Catania.

Tra le sue opere figurano l’edificio dell’Istituto De Felice, Villa Majorana, il Palazzo di Giustizia e il Palazzo delle Poste; inoltre si occupò del restauro di Palazzo dell’Università e del Palazzo Di Sangiuliano (quest’ultimo postumo).

Morì a Catania nel 1950.

Rubrica a cura di Marta M. Praticò

Foto di Francesco Pellegrino

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