Misteri di Sicilia: Il Diavolo in Sicilia

La storia della tradizione popolare siciliana, anche per via della presenza dell’Etna e del vario susseguirsi di dominazioni e influenze religiose, si è spesso incrociata con la presenza del Diavolo.
In ogni caso, come spesso è accaduto, anche in questo caso il popolo siciliano si è distinto rispetto ad altre tradizioni, offrendo la figura di un personaggio non sempre attinente alla classica raffigurazione del maligno.

Il Diavolo della tradizione popolare siciliana sembra avere una propria autonomia, opera a suo piacimento, quasi non dipendesse da Dio come nella tradizione cristiana.
Si tratta di un personaggio a metà tra le divinità pagane e gli esseri fantastici che popolano i monti e le foreste (fate, folletti, gnomi); non a caso, infatti, molte leggende narrano di incontri con il Diavolo durante i quali quest’ultimo somiglia molto più ad uno spirito femminile, a metà tra la ninfa e la strega. Si tratta di un essere indefinito, spesso capriccioso, il più delle volte malefico, che a volte si presta alla volontà di chi riesce ad evocarlo.

I principali diavoli della credenza popolare siciliana sono due: Lu-Cifru e Zuppiddu.
Il primo si presenta come un essere mostruoso e superbo, mai volgare, molto simile a quelli della letteratura inglese dell’Ottocento; difficilmente si interessa alle faccende degli uomini, e quando deve operare il male lo fa in maniera sottile, astuta, senza violenza. Viene descritto come un essere con i piedi caprini, gli occhi rossi e le ali da pipistrello, che vive in solitudine in una grotta dove si è costruito un trono di pietra.

Zuppiddu, al contrario, è un diavolo “simpatico”, sempre impegnato a tentare gli uomini mostrando loro i piaceri proibiti della vita; ama i giochi d’azzardo e il buon vino, e per la sua costante allegria non è ben visto dagli altri diavoli.
Secondo la credenza popolare, la sua grande passione, alquanto singolare, è quella di far stringere matrimoni tra persone anziane, avendo cura che lo sposo sia vecchio e la sposa, invece, una graziosa e giovane fanciulla. Ama inoltre diffondere la maldicenza e favorire le avventure galanti, in pratica una sorta di Cupido infernale, tanto da venire descritto con l’aspetto di un aitante giovanotto e senza la classica coda.

Esistono ovviamente anche dei Diavoli ritenuti inferiori, di secondo ordine; tra questi molto popolari sono Massamureddu, Farfareddu e Ntantiddu.
Si tratta di tre emissari di Lu-Cifru, i quali si occupano di eseguire i suoi ordini e di infliggere supplizi alle anime dannate, mentre il loro aspetto è molto simile a quello delle creature infernali descritte da Dante nella Divina Commedia.

Massamureddu è uno dei diavoli più terribili, suscita i venti, le tempeste, le trombe marine, è la causa dei terremoti, delle carestie, in pratica di tutti quei flagelli che producono la miseria e la morte.
‘Ntantiddu è un diavolo bugiardo e ingannatore, si diverte a lusingare gli uomini con la menzogna, promuove la discordia, il furto, l’ omicidio e la bestemmia.
Farfareddu, infine, ha la missione di indurre l’uomo al peccato mediante l’incubo notturno, ma può tentare soltanto quelli che non sono stati battezzati.

Rubrica a cura di Zaira La Paglia

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