Misteri di Sicilia: Gli inquietanti Lupi Mannari

La licantropia, come molti sapranno, è una malattia, abbastanza rara, di natura isterica; coloro che ne vengono colpiti tendono ad imitare i comportamenti tipici del lupo, compreso il suo ululato.
Nonostante questa premessa di natura “scientifica”, l’immagine del licantropo, in questo caso del lupo mannaro, da sempre fa parte dell’immaginario collettivo ed è una delle figure di primo piano nella tradizione e nel folclore locale.
Ovviamente a questo scenario non si sottrae certo la Sicilia, nella nostra isola, infatti, i racconti e le leggende che lo ricordano sono davvero tantissime.

Il termine Lupo Mannaro, dal latino “Hominarius”, identifica una persona che è rimasta vittima di una vera e propria maledizione, oppure, secondo alcune tradizioni, che si porta dietro questo terribile retaggio fin dalla nascita.
La trasformazione avviene solitamente durante il plenilunio e l’unico modo per ucciderlo è quello di colpirlo con un’arma che contenga argento.
Esiste anche una sottile differenza tra i termini Lupo Mannaro e Licantropo; il primo si trasforma contro la sua volontà, mentre il secondo ha la facoltà di decidere se trasformarsi o meno.

In Sicilia questa credenza è estremamente diffusa ed è stata oggetto di diversi studi antropologici.
In base ai vari luoghi e ai vari dialetti, il Lupo Mannaro viene riconosciuto come lupunàriu, lupuminàru, lupupinàru, daminàr, e tanti altri nomi derivanti dalla tradizione locale, così come altrettanto diverse sono le storie che lo riguardano.

Nella provincia di Messina, ad esempio, soltanto i figli maschi che verranno concepiti durante una notte di luna nuova sono destinati a diventare Lupi Mannari, soprattutto se la nascita avviene in estate e di venerdì; lo stesso discorso vale per chi nasce durante la notte di San Giovanni.
La trasformazione, sempre secondo le tradizioni dell’isola, inizia a manifestarsi durante il periodo della pubertà, e in maniera molto più evidente durante la terza fase della luna; proprio in questo periodo colui che è stato colpito dalla maledizione inizia ad avere serie difficoltà a mantenere la posizione eretta ed avverte terribili dolori muscolari.
In seguito sarà costretto a camminare a carponi, a rotolarsi a terra per i tremendi dolori dovuti alla mutazione fisica, fino a quando non inizierà ad emettere urla molto simili all’ululato di un lupo.

Il Lupo Mannaro siciliano gira senza sosta per le campagne, cerca torrenti di pozze d’acqua, e proprio per questo motivo, anticamente, si raccomandava sempre al popolo di tenersi a debita distanza dai fiumi.
Le armi per combatterlo sono il fuoco, che teme più di tutto, e armi d’argento; viene anche raccomandato di salire, se fosse possibile, su un albero, o comunque tenersi in alto, dato che il Lupo Mannaro non può alzare lo sguardo.

Una nota storica per concludere: proprio a Messina si ricorda l’esistenza provata di un licantropo; il suo nome era Michele Scalabresi, vissuto intorno al 1860.
Che fosse un vero Lupo Mannaro o una persona affetta da licantropia non lo sapremo mai.

Rubrica a cura di Zaira La Paglia

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